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Perchè lo storytelling va così tanto di moda?

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Ecco come i brand utilizzano le storie per raccontarsi

Ultimamente si sente parlare sempre più spesso di storytelling, anzi si può dire senza dubbio che lo storytelling sia di moda. Ormai tutti se ne occupano e tutti ne parlano. Tuttavia quando qualcosa va così tanto di moda succede che alla fine tanti ne parlano e molti meno sanno realmente cos’è.

Lo storytelling è un’arte narrativa che incuriosisce sempre di più le aziende per la capacità di coinvolgere gli utenti, facendoli sentire parte attiva del brand e non solo spettatori passivi. I brand utilizzano questa tecnica narrativa come strategia di marketing e comunicazione per aumentare la brand awarness della loro azienda. Ma perché raccontare storie?

Perché le storie sono universali, tutti amano raccontarsi e ascoltare le storie altrui.

In un mondo digitale, dove le persone hanno più possibilità di interconettersi tra loro, il fattore umano diviene fondamentale e la condivisione delle esperienze è alla base di queste relazioni.

Le aziende dunque mettono in pratica strategie di storytelling per coinvolgere il pubblico ed emozionarlo, attraverso storie che mirano dritte al cuore delle persone. I brand attuano questa strategia sui loro canali digitali, soprattutto sui social networks, considerati ora i luoghi preferiti per comunicare i propri valori. Le persone vogliono emozionarsi, trasportandosi nella realtà raccontata dal marchio e vivendo per qualche minuto quella realtà che viene mostrata.

Come fanno i brand a raccontare queste storie?

Lo fanno attraverso campagne pubblicitarie e spot che appaiono sui loro canali YouTube ufficiali. All’interno di questi video vengono raccontate storie che la maggior parte delle volte hanno come tema centrale l’amore nelle sue mille sfaccettature.

Dolce&Gabbana attraverso i loro famosi spot promozionali, raccontano storie dal forte sapore mediteranno, scegliendo la Sicilia come scenario, in cui viene rappresentata la tipica donna italiana. Vestiti e accessori vengono inseriti all’interno di una narrazione, in cui il prodotto viene messo in secondo piano, mentre la storia d’amore è in prima linea.

Non solo Dolce&Gabbana ma anche altri fashion brand come Burberry, Chanel o Gucci utilizzano queste tecniche di comunicazione.

Chanel ha più volte scelto testimonial del calibro di Nicole Kidman e Gisele Bündchen per rappresentare l’ideale della sua donna, raccontando storie attorno a questa visione di donna moderna. Gucci invece nel 2016 ha rivisitato la storia di Orfeo ed Euridice, mostrando gli abiti del famoso brand. Burberry invece mostra sempre i suoi capi chiave come il trench e la sciarpa, marcando sulla sua stampa a quadri, all’interno di narrazioni che mostrano la storia dell’antico brand e di come si è sviluppato negli anni.

Non solo le piattaforme digitali vengono scelte come luoghi in cui narrare le storie, ma anche i consolidati media tradizionali come tv e stampa mettono in scena questi racconti. Ovviamente il digital è ciò che va forte in questo periodo storico, avvicinando anche il pubblico più giovane, considerato incapace di emozionarsi.

Non solo moda ma anche beauty. Il famoso brand statunitense Procter and Gramble, leader nel mercato, avente all’interno molti marchi commercializzati a livello globale, ha più volte puntato sulle storie per coinvolgere la sua audience e soprattutto comunicare i valori del corporate aziendale e non del singolo prodotto.

La campagna “Grazie di cuore Mamma” e “Amore oltre i pregiudizi” lega i Giochi Olimpici alle storie che mettono in scena il legame tra le sportive donne e le loro madri, ma anche l’amore che va oltre i confini territoriali.

Tutti noi vogliamo sentirci parte di queste storie e tutti vogliamo essere coinvolti in narrazioni, che anche se per pochi momenti, ci fanno sognare.

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